Formula 1 · Approfondimento tecnico

Il partner d’ingegneria silenzioso dietro ogni giro della Ferrari

Il Gran Premio di Gran Bretagna 2026 segna i 75 anni dalla prima vittoria insieme di Shell e Scuderia Ferrari HP. Dietro il marchio sull’auto c’è un rapporto tecnico ben più profondo di una sponsorizzazione.

Di Audryk Chesse — 2 luglio 2026

Tre quarti di secolo fa, al Gran Premio di Gran Bretagna del 1951, la Scuderia Ferrari ottenne la sua prima vittoria nel Campionato del Mondo di Formula 1 utilizzando carburante e lubrificanti Shell. Quel risultato, sullo stesso circuito di Silverstone che ospita il Gran Premio di Gran Bretagna di quest’anno, segnò l’inizio di una delle alleanze tecniche più longeve del motorsport. Settantacinque anni dopo, il logo Shell resta una presenza fissa sulla livrea Ferrari — ma ridurre il rapporto al branding significa ignorare ciò che davvero lo tiene vivo: uno scambio continuo di dati, scienza delle formulazioni e impegno ingegneristico che corre in entrambe le direzioni tra la pista e la strada.

Più di un logo sull’auto

Shell inquadra deliberatamente il proprio accordo con la Ferrari come una “Innovation Partnership” anziché una sponsorizzazione, e la distinzione è più che semantica. Secondo Valeria Loreti, Principal Scientist of Motorsports di Shell, il valore del rapporto non ha mai riguardato davvero la visibilità.

Anche se il logo Shell è da generazioni una presenza familiare sulle auto Ferrari, il vero valore del rapporto sta nella collaborazione tecnica che avviene dietro le quinte. — Valeria Loreti, Principal Scientist of Motorsports di Shell

Quella collaborazione si spinge in profondità nella struttura operativa della Ferrari. Gli ingegneri e gli scienziati di Shell, con base principalmente nel suo Technology Centre di Amburgo, lavorano al fianco degli ingegneri della Ferrari sia a Maranello sia a bordo pista, conducendo programmi di test, sviluppando nuove formulazioni di carburanti e lubrificanti e cercando guadagni incrementali in prestazioni, efficienza e affidabilità per tutta la stagione.

Cosa succede davvero in un weekend di gara

La prova più visibile di quella collaborazione si trova dentro il box Ferrari. Shell mantiene un Trackside Laboratory a ogni Gran Premio, con almeno due scienziati che analizzano in tempo reale campioni di carburante e lubrificanti, controllando prestazioni e conformità al regolamento per la Ferrari e i suoi team clienti per tutto il weekend. Nel corso di una stagione intera, questo impegno si traduce in un volume significativo di dati condivisi — nel solo 2025 Shell ha fornito ai colleghi Ferrari oltre 50.000 singoli punti dati, che alimentano direttamente le decisioni su monitoraggio dello stato del motore, ottimizzazione delle prestazioni e gestione dell’affidabilità.

La partnership in numeri

  • 75 anni dalla prima vittoria in F1 di Shell e Ferrari insieme, al Gran Premio di Gran Bretagna del 1951.
  • 10 titoli Costruttori e 12 Mondiali Piloti vinti insieme nella storia della F1.
  • Oltre 21.000 ore di lavoro tecnico investite ogni anno da più di 50 specialisti Shell.
  • Più di 50.000 punti dati condivisi con gli ingegneri Ferrari nella sola stagione 2025.

Un esempio concreto: l’aggiornamento del motore in Austria

La stagione 2026 ha già fornito un’illustrazione concreta di come funzioni il lato tecnico della partnership. Quando la Ferrari si è qualificata per un aggiornamento della power unit a stagione in corso nell’ambito del nuovo sistema ADUO della Formula 1 e ha portato una specifica rivista al Gran Premio d’Austria, quella modifica hardware è diventata anche un’occasione per Shell di affinare le proprie formulazioni di conseguenza. Sia il carburante da gara Shell V-Power sia il lubrificante da gara Shell Helix Ultra sono progettati appositamente per i requisiti precisi dell’attuale power unit Ferrari e, man mano che quella specifica evolve, Shell adegua in parallelo le proprie formulazioni per continuare a ottenere il massimo dal pacchetto aggiornato.

Quel ciclo di co-sviluppo — hardware e fluidi che evolvono insieme anziché l’uno semplicemente al servizio dell’altro — è, nell’inquadramento della stessa Shell, ciò che distingue questo accordo da un normale rapporto cliente-fornitore.

Oltre la Formula 1

Il rapporto tecnico non si limita alle monoposto. Dal ritorno della Ferrari nel FIA World Endurance Championship nel 2023, i lubrificanti e i liquidi di raffreddamento Shell hanno sostenuto il programma Hypercar attraverso tre vittorie assolute consecutive alla 24 Ore di Le Mans, nel 2023, 2024 e 2025. La partnership si estende inoltre al Ferrari Challenge e al lavoro continuo sulla sostenibilità nello stabilimento di Maranello, dove Shell fornisce elettricità rinnovabile certificata e gas naturale a supporto delle attività del sito.

Dove il vantaggio torna indietro

La longevità del rapporto dipende tanto da ciò che Shell ne ricava quanto da ciò che offre. Tom Kassell, Global Head of Motorsport Partnerships di Shell, è stato diretto sulla logica di fondo: a differenza della maggior parte delle sponsorizzazioni, che sono soprattutto operazioni di marketing, questa è costruita attorno a una vera collaborazione tecnica da cui entrambe le organizzazioni traggono valore reale. Le condizioni operative estreme della Formula 1 funzionano da banco di prova accelerato, e le lezioni apprese sviluppando le formulazioni su misura di carburante e lubrificanti da gara della Ferrari sono storicamente confluite nei prodotti commerciali di Shell, inclusi i carburanti Shell V-Power e i lubrificanti Shell Helix Ultra venduti agli automobilisti di tutti i giorni.

  • Il nuovo regolamento sui carburanti della F1 2026 richiede materie prime completamente sostenibili, senza alcun contenuto di petrolio greggio.
  • Shell V-Power Advanced Sustainable Race Fuel è una formulazione su misura non venduta nelle stazioni Shell.
  • La partnership è stata rinnovata di recente per diversi altri anni, estendendosi nella nuova era regolamentare.
  • Il trasferimento tecnologico dalla pista alla strada resta, nelle parole di Shell, una delle sue principali ragioni per investire nel motorsport.

Settantacinque anni dopo quella prima vittoria a Silverstone, il marchio sull’auto racconta solo una frazione della storia. Ciò che ha davvero sostenuto il rapporto, secondo entrambe le organizzazioni, è la convinzione condivisa che spingere le prestazioni al limite in pista produca vere conoscenze ingegneristiche — conoscenze che nessuna delle due parti genererebbe altrettanto in fretta lavorando da sola.


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