Tsolov davanti in prove libere interrotte mentre la Formula 2 scopre il Madring
Il leader del campionato ha firmato un 1:47.059 nella prima sessione di Formula 2 a Madrid, precedendo una doppietta della Van Amersfoort Racing dopo che una bandiera rossa aveva lasciato spazio solo a un frenetico run finale.
I primi giri della Formula 2 al Madring non potevano certo essere ordinati. Su un circuito cittadino nuovo di zecca, dove nessuno del gruppo aveva mai corso, i 45 minuti di prove libere sono diventati una corsa contro il tempo — e poi contro la bandiera dello stop.
Nikola Tsolov (Campos Racing) è risultato il più veloce con un 1:47.059, 0.110 secondi davanti a Nico Varrone (Van Amersfoort Racing). Il compagno Rafael Villagómez ha completato la tripletta VAR nella classifica dei tempi, 0.027 secondi più indietro. L’ordine è stato deciso in una concitata volata finale dopo che Tasanapol Inthraphuvasak (ART Grand Prix) era finito a muro alla curva 19 provocando la bandiera rossa a circa 31 minuti dal termine.
Prove libere — top 10
- 1. Nikola Tsolov (Campos) — 1:47.059
- 2. Nico Varrone (Van Amersfoort) — 1:47.169
- 3. Rafael Villagómez (Van Amersfoort) — 1:47.196
- 4. Colton Herta (Hitech) — 1:47.450
- 5. Alex Dunne (Rodin) — 1:47.488
- 6. Laurens van Hoepen (Trident) — 1:47.573
- 7. Martinius Stenshorne (Rodin) — 1:47.696
- 8. Oliver Goethe (MP) — 1:47.924
- 9. Gabriele Minì (MP) — 1:47.977
- 10. Rafael Câmara (Invicta) — 1:48.098
Primo contatto con un circuito sconosciuto
La sessione è partita alle 11:05 ora locale, offrendo ai 22 piloti l’unica vera occasione di vedere Madrid prima delle qualifiche di venerdì pomeriggio. A differenza della Formula 3, che ad agosto aveva testato sul tracciato, la Formula 2 è arrivata a freddo: muri vicinissimi alla traiettoria, cordoli impegnativi e la curva sopraelevata della Monumental in attesa nel settore 2.
Emerson Fittipaldi Jr. (AIX Racing) ha stabilito il primo riferimento, un prudente 2:09.388. I tempi sono crollati man mano che cresceva la fiducia. Mari Boya (PREMA) è migliorato fino a un 2:02.089 prima che Fittipaldi firmasse il primo grande passo con un 1:51.742. A metà sessione Kush Maini (ART) deteneva il riferimento con 1:49.120, davanti a Joshua Dürksen (Invicta) con 1:49.430, seguiti da Fittipaldi e Colton Herta, con Tsolov quinto con 1:50.065.
La bandiera rossa alla curva 19 interrompe l’apprendimento
Quei progressi si sono fermati bruscamente quando Inthraphuvasak ha colpito il muro alla curva 19. La sua ART Grand Prix ha preso fuoco dopo l’impatto. Il pilota thailandese è uscito dalla vettura e si è spostato dietro le barriere mentre i commissari spegnevano le fiamme e la Direzione Gara fermava la sessione per la rimozione e i lavori alle barriere.
L’interruzione è costata cara in un weekend in cui i chilometri percorsi sono moneta. Il tempo ha continuato a scorrere durante la sosta, riducendo ulteriormente un’unica sessione di prove già breve. Alla ripartenza, alle 11:48 ora locale, gli ufficiali hanno prolungato il termine fino alle 11:55: circa sette minuti per un ultimo attacco.
«Sarà una grande sfida per tutti perché, con il poco tempo in pista che abbiamo e trattandosi di un circuito cittadino dove nessuno ha mai guidato, la preparazione sarà fondamentale.» — Mari Boya, PREMA Racing (prima dell’evento)
Sette minuti che hanno riscritto la classifica
La ripartenza è stata frenetica. Alex Dunne (Rodin) è balzato in vetta con 1:48.286, con Dino Beganovic (DAMS) subito dietro prima della risposta di Tsolov. Herta, Villagómez, van Hoepen e Varrone si sono poi scambiati i decimi in una cascata di settori viola. L’1:47.059 decisivo di Tsolov ha chiuso la sessione.
Maini ha brevemente fatto segnare un 1:46.751 vicino alla bandiera a scacchi, ma il giro è stato cancellato ed è finito 13° con 1:48.488. Pochi istanti dopo Laurens van Hoepen (Trident) ha toccato le barriere, azzerando ogni possibilità di ulteriori miglioramenti significativi. È comunque rimasto sesto assoluto.
Note sulla sessione
- Unica sessione di prove libere del weekend prima delle qualifiche di venerdì
- Bandiera rossa dopo l’incidente di Inthraphuvasak alla curva 19 e l’incendio della vettura
- Ripartenza alle 11:48, termine prolungato alle 11:55 (circa 7 minuti rimanenti)
- Il leader del campionato Tsolov P1; il rivale per il titolo Câmara P10
Cosa significa in vista delle qualifiche
Per Tsolov, aver dominato la prima classifica del Madring è più una dichiarazione che una previsione: il rendimento in prova su un nuovo circuito cittadino può svanire quando arrivano la gomma delle qualifiche e il traffico. Eppure il leader del campionato esce dalla mattinata con dati puliti e il vantaggio psicologico di essere stato il più veloce quando contava di più.
La doppia presenza della Van Amersfoort Racing alle sue spalle è il segnale iniziale più chiaro della sessione: Varrone e Villagómez erano entrambi entro tre decimi da Tsolov. Herta e Dunne hanno completato una top five competitiva, mentre Gabriele Minì e Rafael Câmara — terzo e secondo in campionato — hanno chiuso nono e decimo, abbastanza vicini da far pensare che il pomeriggio sarà più serrato di quanto suggerisca il distacco in classifica.
Inthraphuvasak ha chiuso ultimo dei 22 con 1:52.432 dopo che l’incidente aveva interrotto il suo lavoro. Le qualifiche di venerdì pomeriggio saranno la prima vera misura di chi ha trasformato i pochi chilometri di prova in un singolo giro lanciato.
Madrid ha già mostrato i denti. Il prossimo esame è la griglia.
Fonti
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