Cronaca delle FP3

Antonelli resta in testa a Spa mentre l’incidente di Hamilton lascia la Ferrari a correre contro il tempo

Kimi Antonelli ha ribadito il suo status di uomo da battere al Gran Premio del Belgio guidando le ultime libere, ma l’immagine simbolo della sessione è di Lewis Hamilton, la cui Ferrari danneggiata si è fermata nella stessa curva che aveva messo fuori gioco Pierre Gasly appena 18 ore prima.

Audryk Chesse · 18 luglio 2026

Per venti minuti non è successo nulla. Il semaforo della corsia box è diventato verde alle 12:30 locali, il sole delle Ardenne splendeva su una Spa-Francorchamps asciutta come un osso, e nemmeno un pilota ha sentito l’urgenza di usarlo. Quando il gruppo si è finalmente mosso, l’ora seguente ha offerto un po’ di tutto: la comparsata di un rookie in vetta, l’allarmante scivolata di un campione, una Red Bull ferma in corsia box e, allo scadere, un incidente che ha gettato nel caos il sabato della Ferrari.

Il riferimento e gli inseguitori

Quando le gomme hanno finalmente girato, Lewis Hamilton è stato il primo dei big a mettere giù un riferimento, con il suo 1:47.436 su soft presto affinato in un 1:46.789. Il rookie della Racing Bulls Arvid Lindblad ha persino goduto di un breve periodo in vetta prima che emergessero i pesi massimi. Poi la Mercedes, che aveva aspettato di proposito condizioni più rappresentative, ha scatenato Kimi Antonelli, e la sessione ha trovato il suo tetto. Un 1:45.990, otto decimi davanti al gruppo in quel momento, sarebbe rimasto imbattuto.

L’italiano ha quasi battuto sé stesso. Un secondo giro lanciato è stato abortito alla La Source, «non sono riuscito a inserire la marcia», e un ultimo tentativo è morto in una grossa scivolata nella chicane di Les Combes. Non importa: l’attacco finale di Lando Norris si è fermato poco più di un decimo dietro, con Max Verstappen terzo a meno di due decimi nonostante una ruota nella ghiaia in uscita dalla Curva 9. George Russell ha completato i primi quattro, quattro decimi dietro al compagno: rispettabile, ma solo dopo un’altra mattinata di profondo disagio.

Il primo tentativo di Russell lo aveva piazzato a 1.2 secondi da Antonelli, sei decimi dei quali ceduti nel solo primo settore, con il britannico che di nuovo si lamentava via radio della mancanza di velocità sul rettilineo. Un secondo tentativo ha migliorato il primo settore ma ha restituito tempo altrove. Il lavoro sul software durante la notte sembra aver dimezzato il problema. Dimezzato, non risolto.

Il costoso giro finale di Hamilton

Il quinto posto era l’ultima delle preoccupazioni della Ferrari. Nel suo ultimo giro, Hamilton ha perso il posteriore della macchina nella curva a sinistra della Curva 13, le Fagnes, la stessa curva dove l’Alpine di Gasly aveva incontrato le barriere venerdì sera, scivolando nella ghiaia e sfiorando la barriera prima di fermare la Ferrari danneggiata più avanti lungo la strada. Il pilota se n’è andato con le sue gambe; la macchina no. La Ferrari ora affronta una corsa contro il tempo per ripararla in vista delle qualifiche alle 16:00 locali.

Due incidenti pesanti in due giorni nella stessa curva non sono più una coincidenza, sono uno schema, e a giudicare da questi elementi è il comportamento nervoso e a basso carico aerodinamico delle vetture 2026 nei rapidi cambi di direzione di Spa a scriverlo. La Ferrari studierà i dati di Gasly quanto quelli di Hamilton.

«Niente è pronto, è tutto troppo freddo.»

— Isack Hadjar, Red Bull, dopo un quasi-contatto con Lance Stroll

Un’ora caotica dietro i primi quattro

La mattinata di Hadjar ha oscillato tra farsa e spavento. Prima la sua Red Bull si è fermata all’uscita della corsia box e ha dovuto essere recuperata nel garage; poi, tornato in pista, si è bloccato in un giro di uscita e ha quasi preso l’Aston Martin di Lance Stroll alla Curva 8, interrompendo il tentativo successivo con il verdetto radio qui sopra. Il decimo posto, con una partenza dal fondo griglia già garantita dalle penalità sulla power unit, gli ha almeno risparmiato altri drammi.

  • La doppia top ten dell’Audi: Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto ottavo e nono, la prestazione di sabato più convincente del gruppo di centro.
  • Charles Leclerc, P6, e Oscar Piastri, P7: mattinate anonime per i loro standard, anche se Piastri ha almeno finalmente messo in cassaforte una sessione completa e pulita dopo i problemi idraulici del venerdì.
  • Aston Martin, P21–P22: il punto più basso continua, ora aggravato dalla conferma che Fernando Alonso si è unito a Norris, Hadjar e Stroll nel collezionare una penalità in griglia.
  • Carlos Sainz, P18: un’ora difficile resa peggiore da un’indagine post-sessione per un’infrazione alla bandiera gialla.

Le FP3 in numeri

  • 1:45.990 — il riferimento di Antonelli, la seconda sessione in cima di questo weekend
  • ~0.1s — il ritardo di Norris in seconda posizione
  • 20 minuti — l’attesa prima che il gruppo si degnasse di uscire
  • Curva 13 — teatro di due pesanti incidenti in due sessioni
  • 4 — piloti ora con penalità in griglia: Norris, Hadjar, Stroll, Alonso
  • 7.004 km (4.352 miglia) — il palcoscenico delle qualifiche alle 16:00 locali

Cosa prepara

Le ultime libere raramente risolvono le discussioni, ma le inquadrano, e queste ne hanno inquadrate tre. Antonelli, con il giro più veloce del venerdì sera e ora del sabato mattina, si presenta alle qualifiche in posizione dominante, difendendo un vantaggio di 25 punti in campionato con crescente autorevolezza. La Ferrari, veloce per tutto il weekend, deve prima ricostruire una macchina prima di poter lottare per la pole. E dietro di loro, una griglia rimescolata da quattro penalità separate promette una domenica in cui i piloti più veloci potrebbero partire da ovunque.

Le qualifiche iniziano alle 16:00 locali. Le riparazioni dopo l’incidente, le mappe di erogazione, le penalità: tutto converge ora.

Fonti


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