Monza ha un modo tutto suo di far sembrare importante il venerdì. Ogni giro è amplificato dalle tribune, ogni lampo di rosso diventa una promessa, e ogni scia sui lunghi rettilinei lascia intuire i giochi di qualifica ancora da venire. Nel primo giorno del Gran Premio d’Italia 2026, la Ferrari ha messo l’emozione; la Mercedes se n’è andata con il giro più veloce.

Leclerc ha guidato una doppietta Ferrari nella prima ora con un 1:23.008, siglato con la gomma media mentre diversi rivali cercavano prestazione con la soft. Hamilton ha chiuso a 0.173 secondi e Russell è stato terzo. Quattro ore dopo, Russell ha portato il riferimento a 1:22.559 nelle FP2, battendo Leclerc di 0.120 secondi, mentre Kimi Antonelli ha piazzato la seconda Mercedes a soli 0.021 secondi di distanza.

FP1 — La Ferrari regala a Monza l’avvio che voleva

La prima sessione è iniziata con condizioni calde e soleggiate e con quattro rookie in sedili insoliti. Ayumu Iwasa ha sostituito Max Verstappen alla Red Bull, Luke Browning ha preso la Williams di Alex Albon, Paul Aron ha guidato l’Alpine di Pierre Gasly e Colton Herta è salito sulla Cadillac di Sergio Perez. Il traffico è stato immediato, un classico problema di Monza reso più acuto dalla necessità di preparare il giro e trovare una scia.

Russell ha dettato il ritmo iniziale prima che Lando Norris passasse brevemente davanti. La sessione ha poi perso slancio quando Herta si è fermato in pista dopo che la Cadillac gli aveva ordinato di arrestare la vettura per un sospetto problema idraulico. Una Virtual Safety Car si è trasformata in bandiera rossa mentre la MAC-26 in panne veniva recuperata; Herta ha completato solo cinque giri.

Alla ripresa, le consuete simulazioni di qualifica con le soft non hanno deciso l’ordine. Il giro di Leclerc con la media ha scalzato Russell e ha resistito fino alla fine della sessione. Il miglioramento di Hamilton nel finale ha completato la doppietta Ferrari, mentre Liam Lawson ha impressionato quarto con la Red Bull e Antonelli ha chiuso la top five.

Il dettaglio che contava Il riferimento di Leclerc nelle FP1 è arrivato con la mescola media, mentre diversi rivali di vertice usavano gomme soft. I carichi di carburante e i piani di lavoro restano ignoti, ma il contesto gomme rendeva difficile ignorare il ritmo iniziale della Ferrari.

FP2 — La Mercedes abbassa la temperatura

Le FP2 hanno riportato in pista tutti i 22 piloti titolari e hanno offerto le condizioni più rilevanti della giornata. Antonelli, Russell e Leclerc erano separati da soli 0.055 secondi dopo dieci minuti, prima che il gruppo passasse ai run a poco carburante con le soft.

Antonelli è stato il primo a scendere sull’1:22, nonostante avesse interrotto il tentativo iniziale nel traffico della Parabolica. Anche Russell ha ripetuto il suo primo run con le soft per un aggiustamento all’ala anteriore, poi ha abbassato il ritmo. Leclerc ha brevemente ripreso la testa con un 1:22.679, ma Russell ha risposto con il decisivo 1:22.559.

I margini in testa erano minimi: Russell, Leclerc e Antonelli stavano in 0.141 secondi. Norris è stato quarto per la McLaren, Hamilton quinto e Oscar Piastri sesto. Questo ha lasciato tre squadre rappresentate nelle prime sei posizioni, un ordine compatto ma guidato da una Mercedes che appariva sempre più composta col passare della sessione.

«È pericoloso.»

— Lando Norris, dopo aver evitato Lance Stroll nelle FP2

La caccia alla scia ha creato i suoi pericoli. Norris è finito sull’erba in frenata per la prima chicane quando Stroll si è spostato sulla traiettoria. Leclerc si è poi girato alla seconda chicane ma è rientrato senza danni. Franco Colapinto ha avuto un’uscita ad alta velocità ad Ascari, mentre l’Audi di Gabriel Bortoleto si è fermata presto per un problema al motore.

I segnali d’allarme dietro il titolo

Il ritorno di Verstappen non ha prodotto una sfida immediata. Ha segnalato mancanza di carico, ha ricevuto un cambio d’ala anteriore e ha chiuso le FP2 nono, a 0.818 secondi da Russell. Il venerdì della Red Bull è stato quindi diviso tra il quarto posto incoraggiante di Lawson nelle FP1 e una seconda sessione meno convincente quando è tornato il gruppo al completo.

Più indietro, la Williams ha piazzato Albon e Carlos Sainz 16° e 17° nelle FP2. L’Aston Martin ha occupato due delle ultime quattro posizioni, con Fernando Alonso 19° e Stroll 22°. Perez e Valtteri Bottas della Cadillac erano 20° e 21°, lasciando tre squadre con molto lavoro da fare prima delle qualifiche.

Un venerdì rosso, con un bordo argentato

La Ferrari ha ottenuto ciò che il venerdì di Monza richiede: ha dato al pubblico un motivo per crederci. Leclerc è stato il più veloce nelle FP1, secondo nelle FP2 e costantemente a suo agio nelle posizioni di testa. Hamilton lo ha sostenuto, soprattutto nella sessione d’apertura. Eppure l’ultimo giro di Russell ha messo la Mercedes al centro della discussione sulle qualifiche, e il passo di Antonelli ha sottolineato che la minaccia non era limitata a una sola vettura.

Le prove libere del venerdì sono un indizio, non un verdetto. Carichi di carburante, modalità motore, preparazione delle gomme e posizionamento in scia possono tutti piegare l’ordine di Monza. La conclusione più chiara è quindi la più semplice: Ferrari e Mercedes sono arrivate con la velocità, la McLaren resta a tiro e il Tempio della Velocità ha già reso la gestione del traffico parte dell’equazione competitiva.

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