Madrid torna in Formula 1, e con lei arriva il campionato
Il Gran Premio di Spagna si sposta questo weekend su un circuito ibrido nuovo di zecca ai margini della capitale. Il Madring è inesplorato, il clima è caldo e la lotta per il titolo ha un chiaro leader che ha ancora da lavorare.
La Formula 1 non correva a Madrid da quando Gilles Villeneuve vinse a Jarama nel 1981. Quarantacinque anni dopo, il campionato torna nella capitale spagnola con un mandato diverso e un circuito diverso. Il Round 14 della stagione 2026, ufficialmente Formula 1 Tag Heuer Gran Premio de España, si disputerà da venerdì 11 a domenica 13 settembre al Madring, un tracciato ibrido di 5.414 chilometri cucito attorno a IFEMA Madrid e Valdebebas.
L’evento non è una rinascita della vecchia gara di Jarama. È un primo Gran Premio su una pista nuova, senza record sul giro, senza una mappa storica delle gomme e senza un copione di sorpassi consolidato. È questo il senso del weekend. Ogni squadra partirà dalla stessa pagina bianca.
Dal punto di vista energetico, il circuito di Madrid figura tra i cinque più impegnativi del calendario, con forze laterali di intensità paragonabile a quelle registrate a Barcellona e Silverstone.
Anteprima Pirelli del weekend, via Formula1.com
Una seconda gara spagnola, con una nuova identità
La Spagna ha già ospitato un Gran Premio in questa stagione. Il Circuit de Barcelona-Catalunya si è disputato a metà giugno con un proprio titolo dell’evento. Ora Madrid prende il nome di Gran Premio di Spagna, la sesta sede diversa a farlo nell’era della Formula 1, e diventa l’ultima tappa europea prima che il calendario si sposti a est, verso Baku.
La FIA e la Formula 1 hanno collocato la gara qui quando il calendario 2026 è stato approvato nel giugno 2025. Imola è uscita dal programma. Madrid è arrivata come nuova sede della stagione, parte di un blocco europeo compattato che inizia a Monaco e finisce nella capitale. Poi il campionato lascia il continente.
Questo weekend non c’è la Sprint. Il formato è quello classico: due sessioni di prove libere il venerdì, un’ultima ora di prove e le qualifiche il sabato, il Gran Premio la domenica pomeriggio.
Programma del weekend — ora locale, Madrid
| Sessione | Quando |
|---|---|
| Prove libere 1 | Venerdì 11 settembre, 13:30 CEST |
| Prove libere 2 | Venerdì 11 settembre, 17:00 CEST |
| Prove libere 3 | Sabato 12 settembre, 12:30 CEST |
| Qualifiche | Sabato 12 settembre, 16:00 CEST |
| Gran Premio di Spagna | Domenica 13 settembre, 15:00 CEST |
Formula 2 e Formula 3 fanno da contorno all’evento per tutto il weekend.
Cos’è davvero il Madring
Il circuito non è né un puro tracciato cittadino né un impianto permanente convenzionale. Tratti di strada pubblica convivono con sezioni veloci costruite appositamente. I dati ufficiali indicano 22 curve e un primo tratto di appena 200 metri circa dalla linea della pole position al punto di frenata della curva 1. Le vetture dovrebbero avvicinarsi ai 340 km/h sul rettilineo più veloce. La gara è prevista su 57 giri.
Carlos Sainz, pilota Williams nato a Madrid e nominato ambasciatore del circuito, ha descritto il tracciato come un mix tra Baku e Jeddah: lungo, impegnativo e tecnicamente inquieto. Il primo settore è veloce. La parte centrale del giro si stringe in curve a media e bassa velocità, alcune delle quali cambi di direzione a 90 gradi come quelli che i piloti conoscono già dall’Azerbaigian. Poi la pista cambia di nuovo carattere.
La Monumental
Il simbolo è la curva 12, chiamata La Monumental dalla forma di un’arena taurina. La guida ufficiale del circuito della Formula 1 indica per la sezione sopraelevata una lunghezza di 550 metri, con pendenza fino al 24 per cento e posti per circa 45,000 spettatori sopra di essa. Le vetture dovrebbero trascorrere circa sei secondi nella sopraelevata a più di 300 km/h. Pirelli afferma che la curva genererà il carico verticale più alto dell’intera stagione, non solo perché è sopraelevata, ma perché è lunga.
Il disegno prevede più traiettorie possibili. La ricompensa arriva subito dopo: una forte zona di frenata verso una curva lenta, dove la velocità scende dai circa 300 e oltre fino a 140 km/h. È il primo punto in cui il circuito dovrebbe produrre un sorpasso. Sbagliare la Monumental non costerà solo un decimo. Regalerà la curva successiva a chi segue.
C’è anche un tunnel sul rientro verso IFEMA e un ultimo settore tecnico che deciderà le qualifiche. Limiti della pista, asfalto sporco e fiducia conteranno quanto il carico aerodinamico massimo.
Note sul circuito per domenica
- Lunghezza: 5.414 km, 22 curve, primo Gran Premio di Formula 1.
- Distanza di gara: 57 giri.
- Dalla partenza alla curva 1: circa 200 metri.
- Velocità di punta prevista: circa 340 km/h.
- La Monumental: circa 550 m, sopraelevata fino al 24%, il carico verticale più alto del 2026 secondo Pirelli.
- L’asfalto è nuovo e molto liscio, con grip relativamente basso dopo il trattamento con acqua ad alta pressione per eliminare polvere e residui oleosi.
Gomme, caldo e una superficie sconosciuta
Pirelli porta le mescole C2 hard, C3 medium e C4 soft. È un’allocazione intermedia convenzionale, ma la superficie sottostante non lo è. L’asfalto è appena posato e insolitamente liscio. Il grip dovrebbe partire basso e crescere man mano che si deposita gomma, ed è per questo che il venerdì sarà più di un controllo dei sistemi. Sarà la prima lettura seria di quanto in fretta la pista si avvicinerà alle vetture.
Un precedente test di Formula 3 sullo stesso circuito ha prodotto 19 bandiere rosse. Questo non preannuncia automaticamente il caos per la Formula 1, ma conferma l’ovvio: un nuovo impianto ibrido con vie di fuga limitate in alcuni punti punirà i piccoli errori. La probabilità di Safety Car è, per ora, una colonna vuota in ogni anteprima.
Il meteo non concederà tregua. Venerdì a Madrid sono previsti sole e circa 31°C. Sabato sembra simile. Domenica dovrebbe essere ancora più caldo. Degrado delle gomme, temperature dei freni e capacità di raffreddamento si affiancano alle consuete domande su altezza da terra e gestione dell’energia. Con il regolamento 2026 le vetture usano già carburanti sostenibili avanzati. Madrid, dice Pirelli, chiederà a quel sistema energetico più della maggior parte dei tracciati in calendario.
Il campionato arriva con un favorito
Kimi Antonelli guida il Mondiale Piloti con 267 punti dopo 13 round. Il pilota Mercedes arriva da Monza, dove ha vinto partendo dalla 19ª posizione, e ha 66 punti di vantaggio sul compagno George Russell, a 201. Lewis Hamilton è terzo con la Ferrari a 191. Lando Norris è quarto dopo le vittorie in Ungheria e nei Paesi Bassi. Charles Leclerc è quinto, Max Verstappen sesto.
La Mercedes guida il Mondiale Costruttori con 468 punti, 122 sulla Ferrari, con la McLaren terza. Dopo Madrid restano dieci Gran Premi se il calendario attuale reggerà, abbastanza perché la classifica si muova e non abbastanza perché qualcuno consideri il weekend un’esibizione.
Monza ha lasciato detriti dietro i numeri. Hamilton e Leclerc sono venuti a contatto al primo giro. Leclerc è finito a muro. Hamilton ha poi detto che la Ferrari doveva cambiare il modo di gestire le battaglie interne. Madrid è la prima occasione per vedere se quella conversazione ha prodotto qualcosa di più tranquillo.
Non sarà la prima volta che Madrid accoglie la F1: il Circuito del Jarama, a nord della capitale, ha ospitato nove round del Mondiale tra il 1968 e il 1981.
Anteprima Formula1.com, Need to Know
Voci di casa in un nuovo paddock
Due piloti spagnoli partono in questa gara con pressioni diverse. Sainz, ora alla Williams, ha finalmente un Gran Premio di casa nella sua città e non uno nazionale a due ore di distanza sulla costa mediterranea. Fernando Alonso, sempre con l’Aston Martin, conosce ogni registro del pubblico spagnolo e non ha bisogno che gli si ricordi che i punti sono scarsi. Né la Williams né l’Aston Martin sono state frequentatrici abituali della top ten in questa stagione. Un circuito nuovo è uno dei pochi posti rimasti dove questo può cambiare in un solo pomeriggio.
Il resto della griglia è il lotto 2026 così com’è oggi: undici squadre, ventidue vetture, nuove regole per le power unit e nomi che due anni fa non erano nell’elenco. La Cadillac non ha ancora segnato. L’Audi sta ancora raccogliendo i primi frammenti. La Red Bull ha passato l’anno a inseguire un problema che Max Verstappen ha già descritto come irrisolto. Niente di tutto questo è esclusivo di Madrid. Tutto sarà misurato su una pista dove nessuno ha mai corso.
A cosa deve rispondere il venerdì
Le domande utili sono pratiche. Quanto grip compare tra la prima luce verde e la fine delle FP2. Se La Monumental sia uno strumento di sorpasso o una tassa sulle gomme. Quanto sembri davvero breve il tratto fino alla curva 1 quando arrivano insieme ventidue vetture. Se la superficie a basso grip spinga tutti verso una strategia a una sosta che sembra ordinata in simulazione e si sfalda in aria sporca.
Le qualifiche di sabato alle 16:00 ora locale saranno la prima classifica pubblica del Madring. Il Gran Premio segue alle 15:00 di domenica. Dopodiché la stagione europea è finita e il gruppo va in Azerbaigian con un insieme di dati che giovedì sera non esisteva.
Madrid aspetta dal 1981. Lo sport ha costruito un circuito che dovrebbe sembrare diverso da qualsiasi altro in calendario. L’unico verdetto che conta sarà scritto in 57 giri, con il caldo, su un asfalto che non ha mai ospitato una gara di Formula 1.
Fonti
- → Motorsport.com — GP di Spagna di F1 al Madring: programma di venerdì, previsioni del tempo e come vederlo
- → Motorsport.com — Caratteristiche del circuito Madring, curve e distanza di gara
- → Formula1.com — Need to Know: fatti, statistiche e curiosità in vista del Gran Premio di Spagna 2026
- → Formula1.com — Guida al circuito: tutto quello che c’è da sapere sul Madring
- → Formula1.com — Calendario 2026 e scheda del Gran Premio di Spagna
- → FIA — Annuncio ufficiale del calendario del Mondiale di Formula 1 2026
Scopri di più su f1liveupdates.com
Iscriviti per ricevere gli ultimi articoli nella tua e-mail.

